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L'Avvocato Paolo Conti, amico e socio del nostro Viola Club ha scritto per noi......

"DOBBIAMO SEMPRE DIRCI .......... "PERDENTI"

Basta, ora davvero è l'ora di finirla. Non possiamo andare avanti comportandoci come i maggiori nemici di noi stessi. Il livello raggiunto al momento dell'assegnazione del rigore contro il Torino è di quelli bassi, ma bassi che più bassi non si può. Non si può fischiare l'arbitro che ci concede la massima punizione che poi così chiara non è; e soprattutto non si può fare a meno di esultare perché ci sentiamo raccomandati. Questi siamo noi !!! I peggiori nemici di noi stessi. Lo ripeto! Purtroppo la maggioranza di quelli che si definiscono tifosi della Fiorentina e che vanno a "riscaldare" le tribune del Franchi hanno la memoria corta: sei e dico sei sono stati i rigori regolari, annullati senza apparente motivo a Riganò. Questi sei gol avrebbero voluto dire, con certezza matematica, serie A.
Queste situazioni, i ben pensanti, i puri di cuore, quelle che vogliono vincere i campionati con dieci punti di vantaggio sulla seconda, dimenticano con una facilità disarmante. A queste care persone dico. Per favore, vi prego, da oggi tifate Juventus; non siete degni di definirvi tifosi viola. La domenica portate moglie e figli in campagna, e lasciate perdere il calcio, non fa per voi!
La Lazio ha vinto uno scudetto mettendo a ferro e fuoco la città di Roma. La Roma ha giocato gli ultimi tre campionati dopo aver presentato bilanci non proprio "chiari" e fideiussioni non proprio "regolari". Nonostante ciò nessuno ha detto niente ed i tifosi delle rispettive squadre non si sono certo scandalizzati e hanno tranquillamente continuato a tifare e a protestare di fronte a presunte ingiustizie subite.
Purtroppo, noi a Firenze non sappiamo altro che piangerci addosso, sperare che qualche imprenditore, non fiorentino, si faccia avanti e salvi quello che gli imprenditori locali, non hanno avuto né voglia né la capacità di fare.
Complimenti a tutti. Continueremo ad essere solo dei perdenti.

(Paolo Conti)

Firenze, 7 giugno 2004